Il quartiere genovese del Carmine

chiesa del carmine

Piazza del Carmine con il mercato (risalente al 1921) e sullo sfondo la Chiesa.

Ciao amici! Oggi vi porto a spasso per il quartiere del Carmine zona non molto conosciuta turisticamente ma che vale assolutamente la pena visitare.

chiesa del carmine

Partiamo alla scoperta del Carmine dalla chiesa di N.S. del Carmine e Sant’Agnese. Venne dedicata alla Beata Vergine Maria del monte Carmelo o del Carmine e fu costruita per commemorarne l’apparizione nel 1251 a San Simone Stock protettore dell’ordine carmelitano. Questa edicola del XVIII secolo situata accanto a questo bel palazzo medioevale con i mattoni rossi (me ne sono innamorata appena visto) mostra proprio la Madonnina con il Beato.

piazza del carmine genova

Fondata appunto dai carmelitani nel 1262 in una zona conosciuta come il “Terriccio” sino al 1799 fu ad uso esclusivo dei frati, infatti la parrocchia vera e propria era quella di Sant’Agnese demolita poi nel 1820. Alla fine del XIV secolo iniziarono i lavori per la costruzione del chiostro (oggi fa parte di abitazioni private), il campanile invece è subì rifacimenti nel 1417. All’inizio del 1300 poi fucostruiti il convento (soppresso poi nel 1870).

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piazza del carmine

Mi hanno rubato il prete: questa scritta e murales sono dedicati a Don Gallo prete molto conosciuto a Genova, morto nel 2013. Nel 1970 fu allontanato dalla curia contro il volere della popolazione e questa risposta “mi hanno rubato il prete” fu data da un bambino ad un vigile che chiedeva perché piangesse. Ogni anno in questa piazza per ricordare Don Gallo si svolge una manifestazione popolare. A questo link se volete potete vedere alcune immagini dell’epoca.

vie nel quartiere del carmine

La bellezza di questo quartiere sono i colori, vivaci ed intensi. I nomi delle vie poi sono molto particolari. Salita Monterosso (forse dal nome di una casata che abitava in questa zona), vico Fragola (intorno il 1868 il comune iniziò a dare alle vie nomi di animali e piante) e poi Via dello Zucchero (la potete vedere qui sopra in mezzo) per il grande commercio che se ne faceva in passato e via Cioccolatte l’ultima foto a destra. Mi ha subito colpito questo nome così sono andata a cercare tra vecchi libri in biblioteca e ho scoperto che nei secoli scorsi fabbricanti di cioccolato e confettieri erano tenuti molto in considerazione: avevano banchi riservati in Chiesa ed avevano una loro società. Ai cioccolatieri genovesi si rivolgevano i nobili italiani ed europei. Nel 1708 le autorità genovesi arrivarono addirittura a proteggere con un decreto cioccolato e caffè proibendo la vendita di ogni altra bibita (compreso il brodo). Il cioccolato a quei tempi era molto di moda e garantiva tali incassi che era anche usato come merce di scambio.

abbazia-San-Bernardino-Carmine

Partendo da piazza del Carmine e proseguendo per via San Bernardino si arriva alla piccola Abbazia di San Bernardino quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Fondata nel XVI secolo diventò abbazia nel 1584 grazie a Papa Gregorio XIII. Oggi viene usata per particolari eventi.

A questo punto continuiamo per vico Cioccolatte, svoltiamo per vico Monterosso e arriviamo in piazza della Giuggiola. Questo albero in passato simboleggiava la virtù del silenzio e veniva utilizzato per decorare il tempio pagano della Prudenza che si trovava nel vicolo omonimo. In un piccolo giardino c’è un albero di Giuggiola e pare risalga al 1700.

piazza della giuggiola

piazza della giuggiola

albero-giuggiola

Al civico numero 3 poi c’è un laboratorio di maglieria aperto al pubblico (ho cancellato solo il numero civico per la privacy, gli altri indirizzi e numeri invece sono presenti nelle pagina fb).

maglieria-la-giuggiola

Ora torniamo indietro oltrepassiamo questo arco di Via Monterosso proseguiamo per vico della Giuggiola e dirigiamoci verso Salita Carbonara: in cima dove ora si trova il muro di contenimento dei giardini c’erano Porta di Carbunaria ed i lavatoi pubblici.

Quariere carmine

salita dell'olivella

Nella prima foto a sinistra vedete il Portale dell’Olivella,  questa era la porta del monastero delle Monache di San Bartolomeo, poi chiuso da Napoleone nel 1797. Pochi scalini e giungiamo finalmente in piazza San Bartolomeo dell’Olivella. Un tempo in questa zona c’era un grande oliveto in mezzo al quale venne eretta la chiesa detta appunto dell’Olivella.

chiesa-san-bartolomeo del carmine

Venne fondata nel 1305 dal banchiere Bonagiunta Valente che poi si fece seppellire qui insieme al figlio, doge di Genova dal 1350 al 1353. Accanto fu costruito il monastero per le suore cistercensi. All’interno si trovano due affreschi di G.B. Carlone sulla vita del Santo. La chiesa è sede degli scout mentre il convento è abitazione popolare. Al civico 8 oltre il cancello si possono trovare ancora i resti dell’antico Chiostro, vasi e vecchie giare. Avrei voluto entrare a vedere ma poi mi sono detta che dico? Penseranno che vuole questa? 😀 Inutile dire che l’atmosfera che si vive qui è semplicemente magica, a stento si sentono i rumori della città e devo anche dire che non sembra nemmeno Genova ma un borgo marinaro come Monterosso o Levanto. I due olivi, i panni stesi e poi i micini!

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Spero che il giro virtuale vi sia piaciuto!

COME ARRIVARE:

Se arrivate con il treno scendete alla stazione di Principe poi proseguite siano a Piazza dell’Annunziata sia in autobus che a piedi cosa che vi consiglio. Arrivati alla chiesa dell’Annunziata imboccate via Polleri e poi via Vallechiara e siete arrivati in piazza del Carmine.

Se venite in macchina c’è un parcheggio in piazza Bandiera vicino alla Chiesa dell’Annunziata.

A presto!!

 

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